Care lettrici, cari lettori,
quando diciamo “processo”, il pensiero va subito lì: un’aula di tribunale, un giudice, due parti contrapposte, il tempo della giustizia che scorre tra atti e udienze.
È un riflesso automatico, che rischia però di diventare riduttivo.
Con la nuova Monografia di MAG – intitolata “Processi”, per l’appunto – proviamo ad allargare lo sguardo. Proviamo a mostrare come il processo non coincida unicamente con ciò che accade nelle aule della giustizia, ma sia una struttura molto più ampia, che attraversa il diritto, certo, ma anche la finanza, le professioni, la società.
Il processo è innanzitutto tempo. Tempo che nel sistema giudiziario si misura in durata dei procedimenti, arretrati da smaltire, riforme che provano a cambiare ritmo. Anche se, grazie al bazooka finanziario del PNRR e attraverso le riforme che hanno snellito le procedure, la giustizia italiana sembra meno lenta che in passato.
Poi c’è il processo che esce dall’aula. Quello che si sposta nei media, nei talk show, nelle piattaforme digitali. È il processo mediatico, dove il giudizio spesso arriva prima della sentenza e contribuisce a ridefinire la percezione stessa della giustizia.
C’è un processo che riguarda le carriere. Diventare partner di uno studio legale, per esempio, è un percorso lungo, fatto di tanti passaggi, tentativi, accelerazioni e pause.
E ce n’è uno che attraversa le decisioni economiche. Nel venture capital, ogni investimento è il risultato di una sequenza: selezione, analisi, negoziazione, governance. Ce li spiega Gianluca Dettori, fondatore e presidente di Primo Capital sgr, che in questo numero illustra in cosa consiste il processo d’investimento nelle startup e come riconoscere quelle più promettenti.