Tim mobilita i suoi sull’opas di Poste. Nuzzolo e Raffaele in prima linea

Non solo una valutazione finanziaria e industriale. Nella partita aperta sull’offerta pubblica di acquisto e scambio lanciata da Poste Italiane, TIM sceglie di rafforzare il presidio interno attivando in prima linea il proprio team legale.

Il consiglio di amministrazione, riunito sotto la presidenza di Alberta Figari, ha preso atto dell’opas volontaria totalitaria e ha avviato il processo di valutazione nell’interesse della società e dei suoi azionisti, coinvolgendo direttamente anche la funzione legale interna nella gestione dell’operazione.

A guidare il presidio giuridico sono Agostino Nuzzolo (in foto a sinistra), general counsel del gruppo, e Federico Raffaele (in foto a destra), head of corporate affairs. Due figure centrali nella governance societaria, chiamate a gestire una fase che intreccia profili regolatori, societari e di mercato.

Il processo avviato dal cda di Tim si muove su un doppio binario. Da un lato, l’analisi economico-finanziaria dell’offerta e l’eventuale costruzione di una posizione negoziale; dall’altro, una verifica giuridica e regolatoria affidata al momento al cuore interno della macchina societaria. Il team legale in house ha infatti reso noto di non aver ancora formalizzato la scelta dei consulenti esterni.

I termini dell’offerta

L’opas prevede un corrispettivo misto:

  • 0,167 euro in contanti per ogni azione Tim;
  • 0,0218 azioni ordinarie di nuova emissione di Poste Italiane.

La valorizzazione complessiva è pari a 0,635 euro per azione, con un premio del 9,01% rispetto al prezzo ufficiale del 20 marzo 2026. Un livello che, pur rappresentando un incentivo, resta oggetto di valutazione in relazione al controllo totalitario e alle prospettive del gruppo.

L’offerta è finalizzata all’acquisizione dell’intero capitale sociale di Tim e alla successiva revoca dalla quotazione su Euronext Milan.

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michela.cannovale@lcpublishinggroup.com

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