Iniziamo con la notizia cattiva. Gli stipendi dei giuristi d’impresa in Italia sono più bassi del 30% se paragonati ai colleghi del Regno Unito e persino del 35% quando il confronto è con la Germania. A mettere in luce questi dati è il nuovo report di KeyPartners sulle remunerazioni nel mercato legale in house italiano, che rivela una realtà che, ahinoi, sembra caratterizzata da persistenti disparità salariali rispetto al resto d’Europa. Però c’è un però. La notizia buona. Il settore appare dinamico, con prospettive di crescita positive per il 2025, anche per i compensi.
Comincia così l’articolo che abbiamo pubblicato nell’ultimo MAG uscito lo scorso 12 febbraio. Lo abbiamo intitolato “Nella busta paga del giurista d’impresa” e dentro ci trovate le RAL dei legali in house articolate sui diversi livelli di seniority, oltre che le riflessioni di Nicoletta Ravidà, head della divisione legal and compliance recruitment di KeyPartners.
Sono entrati in vigore i primi divieti dell’AI Act
Nello stesso MAG abbiamo inserito anche una mini guida sui primi divieti dell’AI Act in vigore dall’inizio del mese, comprese le indicazioni relative alla formazione interna. Quali sono le pratiche vietate? Qual è il livello di alfabetizzazione richiesto? E in che modo i dipartimenti legali interni possono supportare le l’organizzazione nel percorso di adeguamento? Abbiamo tentato di fornire una risposta a tutte queste domande, facendoci aiutare da Daniele Ciccolo, general counsel di Telepass, Simone Davini, head of legal & corporate affairs di Crédit Agricole Cib, e Ombretta Faggiano, chief legal, compliance, corporate tenders & sustainability officer di Esaote.
Bye bye D&I
E poi c’è Diverso sarà lei, il podcast che racconta le (dis)parità del mondo del lavoro e che questa volta si concentra su quello che sta succedendo negli Stati Uniti, dove Trump ha deciso di mettere in congedo retribuito il personale federale che lavorava su iniziative di D&I, con l’intento di eliminare definitivamente le loro funzioni. È bastato questo per scatenare un effetto domino senza precedenti. Hanno perso il lavoro anche i funzionari che guidavano i programmi di D&I dell’Università del Texas, di quella della Florida e degli altri istituti accademici degli Stati americani più conservatori. La stessa sorte l’hanno avuta i dipendenti dei colossi Meta, Amazon, McDonald’s, Walmart, Ford, Lowe’s, Harley-Davidson, Brown-Forman, John Deere e Tractor Supply che gestivano le politiche dedicate alle pari opportunità. E così, mentre i sostenitori del presidente parlano di un ritorno alla vera meritocrazia, le aziende si trovano in un limbo a dir poco kafkiano…
Nello stesso MAG trovate anche gli approfondimenti provenienti dal mercato legale della private practice, da quello finanziario e da quello della ristorazione e food finance. Insomma, da leggere ce n’è assai.
Sul sito di Inhousecommunity, invece, vi aspettano come sempre tutte le news della settimana relative alla professione in house.
Buon weekend a tutte e a tutti!