Care lettrici, cari lettori,
per anni il mercato legale d’affari si è raccontato soprattutto dal punto di vista degli studi.
Sempre più spesso adesso, invece, ci imbattiamo e produciamo notizie che suggeriscono una prospettiva diversa: le trasformazioni più profonde del settore sembrano partire non più dalle law firm, ma dai loro clienti, i general counsel. In settimana ne abbiamo parlato in più occasioni.
Revolut e la fine del "posto fisso" per gli studi legali
La prima occasione è stata questa: Tom Hambrett, chief legal officer di Revolut, ha annunciato che la società abbandonerà il tradizionale panel di studi legali per passare a un modello dinamico basato su valutazioni periodiche. Qualità della consulenza, tempi di risposta, controllo dei costi, trasparenza nelle parcelle: sono questi gli elementi che la direzione legale di Revolut monitorerà e rivaluterà ogni tre mesi.
La notizia ha acceso un dibattito immediato: lo studio legale è un fornitore di servizi da misurare nel breve periodo, oppure un partner con cui la relazione si costruisce e migliora nel tempo?
Da una parte c’è chi vede finalmente l'introduzione di criteri meritocratici e misurabili in un mercato spesso governato da relazioni consolidate, dall'altra chi teme che una logica eccessivamente orientata alla performance finisca per indebolire proprio quel rapporto fiduciario che consente agli advisor di conoscere davvero il cliente e anticiparne i bisogni.
Ne abbiamo parlato qui.
Chi sta guidando la trasformazione del mercato legale?
Non è un caso che una discussione molto simile emerga anche nella prossima Legalcommunity Week. L'8 giugno, durante l'opening conference, si terrà una tavola rotonda composta esclusivamente da general counsel (italiani e internazionali).
La domanda al centro del confronto sarà diretta: cosa rende oggi uno studio legale veramente strategico? AI, cybersecurity, geopolitica, regolazione, pressione sui costi: le direzioni legali si trovano oggi al centro di sfide che richiedono advisor diversi rispetto al passato. Non necessariamente più grandi, né necessariamente più prestigiosi. Ma certamente, questo sì, più integrati con il business.
A confrontarsi saranno Stéphanie Fougou (HBX Group ed ECLA), Patricia Miranda Villar (SNCF Voyages Italia), Alicia Muñoz Lombardia (Santander Spain), Agostino Nuzzolo (Tim), Javier Ramirez (HP Inc. e ACC Europe) e Nicola Verdicchio (Pirelli). Trovate qui una preview di quello che si diranno.