Le direzioni legali evolvono: più strategia, tecnologia e gestione del rischio

Secondo lo studio firmato LOD, 7 giuristi su 10 si considerano ormai partner strategici del business

Le direzioni legali aziendali stanno ampliando il proprio ruolo oltre la tradizionale consulenza legale, assumendo un coinvolgimento sempre maggiore nelle decisioni strategiche delle imprese. È quanto emerge da un nuovo report di Lawyers On Demand (LOD).

Secondo lo studio, il 71% dei team legali in-house si considera oggi un partner strategico del business, in forte crescita rispetto al 21% registrato un anno fa. Per confronto, il 62% degli intervistati indica ancora come funzione principale la fornitura di competenze e giudizi legali specialistici.

I risultati evidenziano come le direzioni legali stiano assumendo responsabilità sempre più ampie in un contesto caratterizzato da carichi di lavoro crescenti. Oltre la metà dei rispondenti (56%) indica infatti l’aumento dei volumi di attività come la principale sfida, mentre il 54% segnala un maggiore coinvolgimento nelle decisioni legate alla tecnologia.

L’intelligenza artificiale sta assumendo un ruolo sempre più rilevante nelle attività legali, anche se l’adozione resta disomogenea. La revisione e l’analisi documentale rappresentano l’ambito di utilizzo più diffuso, seguite dalla ricerca legale e dalla gestione dei contratti. Allo stesso tempo, molte funzioni legali continuano a confrontarsi con inefficienze operative: il 46% dichiara di lavorare in ambienti tecnologici frammentati. Tra questi, quasi la metà ricorre ancora a procedure manuali, mentre oltre un terzo deve gestire duplicazioni di dati tra piattaforme diverse.

Nonostante queste criticità, gli intervistati riconoscono benefici concreti derivanti dall’utilizzo dell’AI. Quasi sei su dieci affermano di aver registrato miglioramenti in termini di efficienza e produttività, mentre altri segnalano una maggiore automazione delle attività ripetitive e una riduzione dei costi operativi.

Permangono tuttavia alcuni ostacoli all’adozione. Il 34% degli intervistati cita dubbi legati all’accuratezza dei risultati e alla fiducia negli strumenti di intelligenza artificiale, mentre il 32% individua nelle questioni di sicurezza e protezione dei dati un fattore frenante. Un ulteriore 26% ritiene che la mancanza di competenze interne stia rallentando l’implementazione di queste tecnologie.

Secondo LOD, i dati confermano la crescente complessità del ruolo delle direzioni legali, chiamate sempre più spesso a combinare competenze giuridiche, visione strategica, supervisione tecnologica e gestione del rischio.

Il report, intitolato The Integration Imperative: Optimising the Legal Engine of the Future, si basa sulle risposte di 678 professionisti attivi nelle aree legale, risk e compliance a livello globale e rappresenta la sesta edizione dell’indagine annuale.

michela.cannovale@lcpublishinggroup.com

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