Il 35% dei general counsel negli USA lascia per mismatch culturale

Più di un terzo dei general counsel assunti dall’esterno lascia l’azienda entro tre anni. Il motivo? Un disallineamento culturale. È quanto emerge dal report di Russell Reynolds Associates, società specializzata nella ricerca e selezione di dirigenti, dedicato ai general counsel delle Fortune 500 (le 500 maggiori aziende gli Stati Uniti per fatturato) e arrivato quest’anno alla sua sesta edizione.

I numeri

I numeri che emergono dallo studio sono chiari: il 35% di chi ha lasciato il ruolo entro tre anni lo ha fatto per mancanza di affinità culturale con il resto del management. Nel 2025, il 31% dei general counsel ha abbandonato la posizione entro tre anni dall’assunzione, e in oltre il 70% dei casi si trattava di figure reclutate esternamente. Un altro 29% se n’è andato per cogliere opportunità più interessanti altrove.

E il fenomeno è in crescita. I giuristi che lasciano entro cinque anni sono più che raddoppiati negli ultimi tre anni: dal 17% del 2022 al 43% del 2025.

Ritmo, rischio, fiducia tra CEO e dipartimento legale

Il problema del disallineamento culturale, stando la ricerca, si manifesta soprattutto nel rapporto tra CEO e general counsel: ritmo decisionale, stile comunicativo, propensione al rischio.

«In un contesto di forte discontinuità e cambiamento continuo, se l’allineamento tra CEO e legale interno non regge, le aziende intervengono subito», ha spiegato Cynthia Dow, senior leader della practice legal, risk and compliance di Russell Reynolds, secondo quanto riportato dal Global Legal Post. «È una questione di ritmo, di rischio, di decisioni rapide e di fiducia reciproca».

Cynthia Dow

Il mercato

Nel 2025 ci sono state 65 nuove nomine di general counsel nelle Fortune 500, leggermente meno delle 70 del 2024, ma in linea con gli anni precedenti. Poco più della metà dei giuristi erano candidati esterni, e il 58% erano general counsel alla prima esperienza. Secondo Russell Reynolds, la ragione di tutti questi esordienti può essere dovuta alla scarsità di dirigenti legali esperti disponibili sul mercato.

Pochi candidati, ruolo sempre più complesso

A confermare questa tendenza, i dati sulla permanenza in carica: il 54% dei general counsel oggi in servizio nelle Fortune 500 è stato nominato negli ultimi cinque anni, e solo uno su cinque è nel ruolo da più di dieci anni. La fascia più ricercata per le assunzioni esterne — tra i cinque e i dieci anni di esperienza — rappresenta poco più di un quarto del totale. Il mercato dei candidati qualificati, insomma, si è ristretto.

William McKinnon

Come ha sottolineato Will McKinnon, responsabile della practice legal, risk and compliance per le Americhe, «non si tratta di un fallimento delle assunzioni esterne in sé, poiché i giuristi selezionati sono professionisti di valore. Il problema è la distanza crescente tra la complessità del ruolo e i criteri con cui si valutano preparazione e compatibilità. Il legale interno di una Fortune 500 ricopre un ruolo ad altissima visibilità: l’affinità culturale e l’allineamento con il CEO contano quanto le competenze tecniche».

michela.cannovale@lcpublishinggroup.com

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