Il 71% dei giuristi si vede strategico, ma il 46% lavora con sistemi frammentati

I dipartimenti legali aziendali stanno assumendo un ruolo sempre più strategico all’interno delle organizzazioni, ma molte imprese non dispongono ancora di strutture operative e sistemi tecnologici adeguati per sostenere questa evoluzione. È quanto emerge da The Integration Imperative – Optimising the Legal Engine of the Future, la nuova survey globale pubblicata da Lawyers On Demand (LOD), società del gruppo Consilio. Il report raccoglie le risposte di 678 professionisti del legal, risk e compliance a livello internazionale e fotografa un settore alle prese con carichi di lavoro crescenti, nuove responsabilità tecnologiche e processi di trasformazione sempre più rapidi.

Secondo la ricerca, il 71% degli intervistati considera oggi il proprio team legale un partner strategico del business, superando il ruolo tradizionale di consulenza specialistica, indicato dal 62% del campione. Solo un anno fa questa percentuale si fermava al 21%, mentre due anni fa era appena al 4%.

Una trasformazione che, secondo il report, procede più velocemente della capacità delle aziende di aggiornare governance, modelli organizzativi e infrastrutture operative.

Il carico di lavoro resta la principale criticità per i team in house, segnalata dal 56% degli intervistati. Ma subito dopo emerge il peso crescente delle decisioni legate alla tecnologia, indicato dal 54% del campione, a conferma di come le funzioni legali siano sempre più coinvolte nei processi di innovazione aziendale.

L’adozione di strumenti di AI e legal tech è ormai diffusa, ma spesso manca una reale integrazione. Il 46% dei professionisti dichiara di lavorare ancora con sistemi frammentati, mentre il 48% continua a fare affidamento su processi manuali per colmare le inefficienze operative. Un ulteriore 34% segnala la presenza di dati duplicati su piattaforme diverse, con effetti diretti su efficienza, controllo e coerenza dei processi.

La spinta al cambiamento arriva sempre più dal vertice delle organizzazioni. Nuove tecnologie e visione del management vengono indicate entrambe dal 46% degli intervistati come principali driver di innovazione all’interno delle funzioni legali.

Cresce anche il ricorso a modelli di lavoro flessibile: il 52% dei team in house utilizza oggi risorse legali esterne attraverso formule embedded o managed service. Tuttavia, secondo il report, poche aziende considerano ancora il flex talent una leva strategica di lungo periodo, nonostante l’aumento delle esigenze operative e progettuali.

“I team legali interni stanno ridefinendo il proprio mandato più rapidamente e in modo più deciso che mai”, commenta Simon Harper (in foto), founder di LOD. “Questo ampliamento del ruolo richiede ai dipartimenti legali di affrontare carichi di lavoro sempre più elevati senza perdere di vista il contesto strategico in cui operano”. Secondo Harper, le organizzazioni dovranno ora trovare un equilibrio tra integrazione tecnologica, governance e modelli organizzativi più flessibili per sostenere l’evoluzione delle funzioni legali nei prossimi anni.

michela.cannovale@lcpublishinggroup.com

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