Care lettrici, cari lettori, questa settimana ci concentriamo ancora una volta sul ruolo dei general counsel, che si sono ormai trasformati in veri e propri tuttologi.
A dirlo è un’indagine recentemente pubblicata dall'ACC (Association of Corporate Counsel) che conferma d’altronde quello che molti di voi avranno già notato nella propria esperienza quotidiana e che la nostra redazione osserva da tempo: i giuristi d’impresa stanno diventando figure sempre più poliedriche nelle loro organizzazioni.
Che siano in Italia o in altri paesi europei, oggi supervisionano una galassia di funzioni che spaziano dalla compliance alla gestione del rischio, dalla privacy all'etica. Un portfolio di responsabilità che si è dilatato notevolmente grazie (o a causa, dipende dai punti di vista) a normative come il GDPR e i requisiti ESG.
Nel frattempo, sono coinvolti attivamente in operazioni di M&A e in decisioni importanti che riguardano lo sviluppo della strategia aziendale. D'altronde, con la complessità degli accordi transfrontalieri e le direttive UE in continua evoluzione, chi meglio di loro può navigare queste acque turbolente?
Non sorprende quindi che la stragrande maggioranza dei general counsel riporti direttamente agli amministratori delegati – succede proprio perché sono, come va di moda dire, business partner fondamentali. Ricoprono un ruolo sempre più cruciale, che li vede confrontarsi quotidianamente con sfide in continua evoluzione. Tra queste, c’è anche il significativo aumento delle indagini interne e delle azioni di enforcement normativo, soprattutto nei settori finanziario e tecnologico. Un trend che riflette un'applicazione più rigorosa della compliance normativa.
È in questo scenario complesso che la tecnologia diventa un alleato fondamentale. Secondo l’indagine dell’ACC, la maggior parte dei giuristi europei punta infatti a implementare nuove tecnologie nel corso dei prossimi mesi, concentrandosi principalmente sulla gestione dei contratti, strumenti di workflow e sistemi di gestione documentale. Non mancano investimenti in strumenti di compliance basati sull'intelligenza artificiale, per migliorare la gestione della privacy e automatizzare la valutazione del rischio.
Insomma, se il buongiorno si vede dal mattino, il 2025 promette di essere un anno ricco di sfide e opportunità per il mondo legale in house. Avete anche voi questa sensazione?
L’operazione della settimana
Fra le operazioni che ci hanno tenuti incollati al telefono in questi giorni, c’è l’annuncio della mega fusione tra Saipem e Subsea7 che promette di dare vita a un nuovo “leader globale nel settore energy services”. La società risultante dal merger, che si chiamerà Saipem7, avrà sede in Italia con un portafoglio ordini aggregato di 43 miliardi di euro, ricavi per circa 20 miliardi di euro ed EBITDA di oltre 2 miliardi. L’accordo è stato accolto con favore da tutto il governo, che a questo proposito ha parlato di “testimonianza di solidità del sistema economico e industriale italiano”. Intanto, vi abbiamo indicato qui tutti i legali – tanti – che hanno preso parte all’intesa.
Questo è quanto per quest’ultimo giorno di febbraio. Tutte le news della settimana le trovate qui sotto, nel nostro carosello Linkedin e sulla nostra testata online.
Buon weekend!