Malpensa-Berlusconi, il TAR dà ragione all’avvocatura interna ENAC
Il TAR Lombardia ha chiuso la partita giudiziaria sull’intitolazione dell’aeroporto di Malpensa a Silvio Berlusconi, respingendo i ricorsi proposti dal Comune di Milano e dai tre Comuni del Varesotto Cardano al Campo, Somma Lombardo e Samarate. La sentenza certifica la piena legittimità dell’iter amministrativo che ha portato alla denominazione ufficiale dello scalo, sancendo di fatto la correttezza dell’ordinanza emessa dall’ENAC l’11 luglio 2024.
La difesa dell’ente è stata curata dall’avvocatura interna, guidata dal general counsel Marco Di Giugno e composta anche dagli avvocati Paolo Felix Iurich e Antonio Luca Santorelli (in foto, rispettivamente al centro, a destra e a sinistra).
Al centro della controversia, la competenza a intitolare lo scalo: i ricorrenti contestavano che il procedimento, gestito dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti sotto la guida di Matteo Salvini, avesse escluso il Comune di Milano nonostante l’utilizzo del nome della città nella denominazione. Il TAR ha invece confermato che il potere di intitolazione spettava allo Stato, tramite ENAC, in qualità di autorità competente sulla gestione degli aeroporti nazionali.
Non è la prima volta che il tribunale amministrativo si esprime sulla vicenda: già nel novembre 2024 era stata respinta la richiesta di sospensiva (ne avevamo parlato qui). In quella sede il Collegio aveva anche richiesto un’integrazione documentale per chiarire la titolarità del potere di intitolazione, coinvolgendo oltre all’ENAC anche il gestore dello scalo SEA.
L’iter che ha portato alla denominazione era partito subito dopo la morte di Silvio Berlusconi nel 2023, con un ordine del giorno approvato dal Consiglio Regionale della Lombardia. Da allora la proposta aveva attraversato un percorso accidentato, tra opposizioni politiche e impugnazioni giudiziarie. Con questa sentenza, il quadro si chiude.