Fastweb+Vodafone, esclusa responsabilità contabile su SMS solidali: i legali
La Corte dei conti ha messo un punto fermo sul ruolo degli operatori telefonici nelle campagne di raccolta fondi via SMS solidali, escludendo profili di responsabilità contabile e, di riflesso, delimitando il perimetro di rischio per le funzioni legali interne.
Con la sentenza n. 69/2026, la Sezione Terza giurisdizionale centrale d’appello ha respinto l’impugnazione della Procura regionale per il Lazio, confermando quanto già stabilito in primo grado: gli operatori coinvolti, tra cui Fastweb+Vodafone, non possono essere qualificati come agenti contabili nell’ambito delle raccolte fondi attivate tramite numerazioni solidali.
Sul fronte della difesa, Fastweb+Vodafone è stata assistita in house dalla chief legal and regulatory officer Elenia Cerchi (in foto) e dall’head of civil litigation Francesco Pergolini.
La consulenza esterna
Il team legale in house è stato affiancato dallo studio Ristuccia Tufarelli & Partners con Renzo Ristuccia, Mario Di Carlo e Antonio Saitta.
I dettagli della sentenza
La decisione chiarisce che, anche quando tali iniziative si inseriscono nel quadro del Protocollo d’intesa con il Dipartimento della Protezione civile, manca il presupposto fondamentale per attrarre gli operatori nella sfera della contabilità pubblica. In particolare, i giudici escludono la presenza di un rapporto funzionale stabile con la Pubblica amministrazione, così come l’inserimento (anche solo funzionale) nell’organizzazione pubblica o lo svolgimento di attività riconducibili a funzioni amministrative o contabili.
Secondo la Corte, il ruolo degli operatori resta confinato in un ambito privatistico: si tratta di soggetti che, su base volontaria, mettono a disposizione dei clienti uno strumento di pagamento per facilitare le donazioni, senza essere investiti di alcuna funzione pubblica. Le somme raccolte transitano infatti nei conti degli operatori nell’ambito del rapporto contrattuale con l’utente e assumono natura pubblicistica solo al momento del riversamento nelle casse dello Stato, sul conto di Tesoreria intestato al Dipartimento della Protezione civile.
Da qui la conseguenza operativa: nessun obbligo di resa del conto giudiziale e nessuna soggezione alla giurisdizione contabile. Un passaggio che interessa direttamente i general counsel e i responsabili legali delle telco, chiamati a valutare l’esposizione a rischi di natura pubblicistica in iniziative ibride pubblico-private.