Il general counsel sta diventando sempre più simile a un COO?

Il ruolo del general counsel si sta allargando ben oltre i tradizionali confini della funzione legale, avvicinando i professionisti alla strategia aziendale e alle decisioni operative. E cambiando anche i profili ricercati dalle aziende

di michela cannovale

Il general counsel sta diventando meno avvocato e più manager d’impresa? La riflessione è stata sollevata recentemente da Nicolai Mikkelsen, ceo di Flex Suisse, secondo cui negli ultimi anni il ruolo è cambiato molto più profondamente di quanto molte organizzazioni abbiano probabilmente realizzato.

«Non si tratta più soltanto di fornire consulenza legale», ha scritto Mikkelsen su Linkedin, indicando un perimetro di responsabilità sempre più ampio, che può comprendere compliance, risk management, governance dei dati e dell’intelligenza artificiale e, sempre più spesso, decisioni di carattere operativo. In alcune organizzazioni, sostiene, la posizione si starebbe avvicinando più a quella di un COO che a quella di un tradizionale responsabile legale.

Il paragone è volutamente provocatorio, ma la riflessione che contiene è difficile da ignorare. L’evoluzione del ruolo del general counsel ha progressivamente portato i responsabili legali a muoversi in territori che si trovano all’incrocio tra diritto, strategia e business. Complessità normativa, rischio geopolitico, tecnologia e intelligenza artificiale stanno contribuendo ad allargare ulteriormente questo perimetro.

E questo cambiamento apre un altro tema: il modo in cui le aziende selezionano i propri general counsel si è evoluto alla stessa velocità?

Secondo Mikkelsen, i profili che oggi emergono non sono semplicemente quelli di ottimi avvocati, ma di manager capaci di lavorare trasversalmente alle diverse funzioni aziendali, muoversi in contesti di incertezza e prendere decisioni tenendo conto delle esigenze del business.

Questo non vuol dire necessariamente che il general counsel stia diventando un chief operating officer, né che le competenze strettamente giuridiche stiano perdendo importanza. Potrebbe significare, piuttosto, che essere un buon avvocato rappresenti sempre più il punto di partenza, e non più la descrizione completa del ruolo.

Se così fosse (e così, con tutta probabilità, è), l’evoluzione del general counsel avrebbe conseguenze non soltanto su ciò che accade all’interno delle direzioni legali, ma anche sul modo in cui verrà individuata e selezionata la prossima generazione di giuristi d’impresa.

michela.cannovale@lcpublishinggroup.com

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