I numeri dell’avvocatura femminilizzata

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di nicola di molfetta

Non è una professione per soli uomini. L’avvocatura conta ormai un 47,7% di donne tra gli iscritti agli albi e in special modo alla Cassa forense. Nel 1985, questa percentuale si attestava ad appena il 9,2%.

Quello che si è andato delineando in questi anni è stato un processo di femminilizzazione della professione che, stando ai dati attuali, dovrebbe presto segnare anche il sorpasso della componente femminile rispetto a quella maschile nella categoria. 

L’ultimo rapporto Censis sullo stato dell’avvocatura in Italia ha, per la prima volta, posto l’accento sul fenomeno che, se da un lato evidenzia la crescita del peso numerico della componente femminile dall’altro ribadisce la condizione di estrema difficoltà in cui le avvocate si trovano a operare: «Non a caso nel 2021, per la prima volta, le donne neo-iscritte risultano inferiori a quelle che hanno optato per la cancellazione dalla Cassa, con un saldo negativo di circa 1.900 unità», si legge nel report.

Le avvocate sono tendenzialmente più giovani rispetto ai colleghi uomini (tre anni in meno nell’età media fra gli iscritti attivi) e operano soprattutto nelle regioni del Nord Italia. Ma ciò che le caratterizza in modo particolare, purtroppo, il reddito medio più basso rispetto a quello dell’insieme degli iscritti. 

All’inizio della carriera il reddito tra donne e uomini è quasi equivalente. Successivamente la forbice tende ad allargarsi. Ma la percezione di questo dato di fatto è decisamente poco chiara. Il report mette in evidenza che «solo il 56,6% degli avvocati afferma che la differenza di reddito corrisponde alla realtà». In particolare, «questa percentuale scende al 31,3% nel caso degli avvocati uomini, mentre sale all’81,9% nel caso di donne avvocato».

Tra chi ha risposto affermativamente all’esistenza della differenza, il 54,2% indica negli impegni familiari e nella difficoltà di conciliare famiglia e professione la causa principale, con una maggiore concentrazione di risposte dal lato degli uomini (66,3%) e una quota di donne che si attesta poco sotto il 50%. Le avvocate denunciano «la presenza di discriminazioni dal lato della clientela (51,0%)» e segnalano «una valorizzazione non adeguata del proprio lavoro (50,3%)». Il Rapporto segnala in generale una maggiore esposizione delle donne avvocato a fattori di rischio […]

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Credit immagine: Yvette W da Pixabay

I numeri dell’avvocatura femminilizzata

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