Direzioni legali: spesa ai minimi da 6 anni, ma aumenta l’outsourcing

Cala l’incidenza dei costi legali sul fatturato, mentre la quota di budget destinata ai consulenti esterni sale al 47%. Ancora limitati gli investimenti in tecnologia

La spesa legale delle imprese continua a diminuire in rapporto ai ricavi, ma i dipartimenti legali sono chiamati a sostenere carichi di lavoro sempre più elevati. È quanto emerge dal 2026 ACC Law Department Management Benchmarking Report, realizzato dall’ACC – Association of Corporate Counsel e da Major, Lindsey & Africa sulla base dei dati di 576 direzioni legali in 45 Paesi.

Nel 2026 la spesa legale mediana si è attestata allo 0,43% del fatturato, in calo rispetto allo 0,53% registrato nel 2025 e al livello più basso degli ultimi sei anni. L’incidenza varia sensibilmente a seconda dei settori, risultando più elevata nelle industrie maggiormente regolamentate, in quelle ad alta intensità di proprietà intellettuale o caratterizzate da un elevato numero di operazioni.

Parallelamente, aumenta la pressione sui team in-house. Nel 2026 ogni legale interno serve in media 367 dipendenti, contro i 300 del 2021, segno di un progressivo ampliamento del perimetro di attività. Allo stesso tempo, la dotazione delle direzioni legali si è ulteriormente assottigliata: le aziende contano in media tre avvocati interni per ogni miliardo di dollari di ricavi, rispetto ai 3,6-4,2 registrati nei cinque anni precedenti.

Cresce, seppur moderatamente, il peso della consulenza esterna: nel 2026 gli studi legali e gli altri advisor hanno assorbito il 47% della spesa complessiva, contro il 45% dell’anno precedente, con una maggiore propensione all’esternalizzazione da parte delle aziende di maggiori dimensioni.

Ancora limitati, invece, gli investimenti in innovazione. Gli alternative legal service provider rappresentano il 3% della spesa, mentre le tecnologie incidono per il 5%, a conferma della ridotta capacità dei budget legali di assorbire nuovi investimenti.

Sul piano organizzativo, il 42% delle direzioni legali ricorre a professionisti temporanei o a contratto; la quota sale al 74% tra le grandi aziende. Inoltre, una società su quattro utilizza modelli di compenso alternativi per i consulenti esterni, prevalentemente basati su tariffe fisse.

«Le direzioni legali stanno assumendo responsabilità sempre più ampie e strategiche, senza che questo si traduca necessariamente in maggiori risorse», osserva Greg Richter, global vice president for in-house counsel recruiting di Major, Lindsey & Africa. «Questi dati possono aiutare a costruire un business case più solido per allineare strutture e investimenti agli obiettivi aziendali».

michela.cannovale@lcpublishinggroup.com

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