Inspiralaw 2026: le 50 protagoniste del mercato legale

Tra studi legali e aziende, i nomi che oggi orientano strategie, governance e operazioni straordinarie e guidano il diritto d’impresa italiano

a cura di michela cannovale e nicola di molfetta

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Inspiralaw torna anche quest’anno con una selezione di 50 giuriste – 25 del libero foro e 25 del mondo in house – che attraverso il loro lavoro stanno avendo un impatto sulla professione legale. Non è una classifica e non intende stabilire gerarchie. È piuttosto un racconto su chi orienta strategie, governa processi, guida organizzazioni e contribuisce a ridefinire la cultura del mestiere.

La scelta di affiancare studi legali e direzioni legali aziendali riflette l’evoluzione del mercato: le operazioni straordinarie, le trasformazioni industriali, le sfide regolatorie e reputazionali richiedono una regia condivisa tra advisor e impresa. L’influenza, oggi, si misura anche nella capacità di costruire questo dialogo, superando i confini del proprio ruolo e contesto organizzativo.

Secondo una recente analisi del think tank Global 50/50 che ha esaminato 171 organizzazioni legali a livello internazionale, solo un quinto delle law firm nel mondo è guidato da una donna. Ancora più significativo è il dato sulla parità nei ruoli senior: appena il 13% degli studi legali raggiunge un equilibrio di genere ai livelli più alti e solo il 5% registra una prevalenza femminile. Il divario non riguarda soltanto le law firm. Se si considerano tutte le organizzazioni analizzate, le donne occupano il 40% delle posizioni apicali complessive, ma la distribuzione varia sensibilmente: sono maggioritarie nelle organizzazioni non governative internazionali, mentre restano sottorappresentate nei tribunali internazionali e nelle associazioni forensi globali.

Il quadro italiano non è diverso. Nel libero foro la presenza femminile ha raggiunto percentuali prossime alla metà degli iscritti, mentre nel mondo in house la rappresentanza è significativa ma meno consolidata nei ruoli di vertice. E, anche qui, la crescita numerica non coincide automaticamente con una redistribuzione dell’influenza decisionale.

In questo contesto, Inspiralaw accende i riflettori su chi sta già esercitando leadership nei nodi chiave del mercato. Tenendo conto, ovviamente, che le forme della leadership possono essere molteplici. C’è chi guida practice strategiche in studi internazionali, chi siede nei consigli di amministrazione, chi coordina riorganizzazioni complesse dall’interno delle aziende, chi promuove nuovi approcci alla gestione del rischio o alla trasformazione digitale delle funzioni legali. Non esiste un unico modello di successo, e proprio questa pluralità restituisce l’immagine più fedele di un mercato in evoluzione.

Resta però una questione di fondo che il settore non può eludere: se il talento femminile è ampiamente presente, perché l’accesso ai vertici continua a essere disomogeneo? Le risposte chiamano in causa cultura organizzativa, criteri di selezione, reti relazionali, politiche di retention e, non da ultimo, la disponibilità di dati trasparenti su cui basare le scelte.

Abbiamo deciso di presentare queste 50 professioniste in ordine alfabetico per sottrarle alla logica della competizione diretta e per valorizzarne il contributo individuale all’interno di un quadro collettivo. Ogni profilo racconta una storia diversa, ma insieme delineano la geografia del potere femminile nel diritto d’impresa italiano.

I dati internazionali dicono che senza trasparenza e visibilità il cambiamento resta lento. Per questo, raccontare queste esperienze significa per noi fotografare una realtà che esiste già e renderla più evidente. E significa anche aprire una riflessione più ampia su come si costruisce la leadership e su come si distribuisce il potere all’interno della professione.

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michela.cannovale@lcpublishinggroup.com

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