Buongiorno e buon 8 marzo a tutte.
La giornata ci dà l’occasione per iniziare parlando di professioniste. La prima notizia è che dal 2016, grazie alla sottoscrizione di un documento insieme ad altre istituzioni e studi legali internazionali per un’equa rappresentanza delle donne nei Tribunali Arbitrali, sono in costante crescita gli arbitri donne nominate dalla Camera Arbitrale di Milano. “Auspichiamo che al momento della nomina degli arbitri, le parti, i difensori e i co-arbitri tengano a mente il valore aggiunto che può derivare dal rendere i tribunali maggiormente rappresentativi della partecipazione non solo quantitativa, ma soprattutto qualitativa, delle donne nel mondo dell’arbitrato”, le parole del direttore generale di CAM, Stefano Azzali.
La seconda notizia è che, con oltre 10 milioni di occupate, a gennaio 2024, l’occupazione femminile in Italia ha raggiunto livelli record. A trainare la crescita sono le fasce d’età più adulte, in particolare le 55-64enni e le giovani tra i 25 e i 34 anni. Tra le under25 la crescita è stata più bassa. A livello territoriale, è il Mezzogiorno a fare da volano. Sono alcuni dei positivi aspetti che emergono dalla nota della Fondazione Studi dei Consulenti del Lavoro.
Ma non gasiamoci. Secondo un recente report dell’INPS, infatti, le donne ricevono pensioni notevolmente inferiori rispetto agli uomini, un divario alimentato da differenze salariali, minori anni di contributi versati e un’alta incidenza di lavoro part-time al femminile. Il vantaggio retributivo maschile in termini di reddito annuale è di circa il 40%, una percentuale che si riduce al 30% circa per le retribuzioni giornaliere, senza grandi variazioni negli ultimi 10 anni.