Buongiorno a tutti. Questa newsletter parte dalla Sardegna, dove la redazione di Inhousecommunity, insieme a quelle di Legalcommunity, Financecommunity e Foodcommunity, sta trascorrendo un paio di giorni di retreat aziendale.
Martedì è uscito MAG. In copertina trovate un approfondimento dedicato alle direttive per l’influencer marketing. L’avvento (e sopravvento) dei social media, che sono oggi uno strumento di comunicazione a tutti gli effetti, ha infatti permesso agli influencer di ottenere un potere straordinario sulle scelte di acquisto dei consumatori. Le aziende lo sanno bene, tanto che, secondo i dati di UPA, gli investimenti nell’influencer marketing continuano ad aumentare: nel 2023 si è arrivati a quota 323 milioni di euro (+10% rispetto al 2022), con il 90% delle imprese (era l’81% l’anno prima) che ha scelto di affidarsi a questo mercato. Abbiamo approfondito il discorso con Valentina Ranno, che dal 2002 è al vertice della direzione affari legali e societari di L’Oréal Italia e che già otto anni fa ha affiancato il gruppo nella redazione delle prime linee guida per regolare l’attività degli influencer.
Abbiamo poi incontrato Laura Segni, general counsel di IMI CIB, per commentare il Ddl Capitali. «La norma produce sicuramente dei vantaggi. Pur senza determinare delle modifiche altamente trasformative, mette in atto una serie di aggiustamenti che vanno nella giusta direzione, delineando un quadro più semplice di possibilità di quotazione per le aziende», ha affermato. Trovate tutto qui.
Daria Ghidoni ci ha invece raccontato del suo passaggio dalla direzione legale di Recordati, dove ha lavorato per gli ultimi vent’anni, allo studio BonelliErede. «Già da tempo – ha spiegato – avvertivo una forte esigenza di cambiamento: con la crescita delle dimensioni e della complessità del gruppo, il ruolo di general counsel inevitabilmente mi richiedeva di concentrarmi sempre di più su questioni manageriali».
L’ultima puntata del nostro podcast Diverso sarà lei, infine, si concentra sul gesto di rivolta del tribunale di Padova, che lo scorso 5 marzo ha rigettato le richieste avanzate dalla procura nel giugno del 2023 di annullare 30 certificati di nascita di bambini nati da coppie composte da due donne e concepiti all’estero tramite fecondazione eterologa (detta anche PMA, o procreazione medicalmente assistita, e che, a differenza di quella omologa, in cui si utilizzano i gameti della coppia, richiede l’utilizzo di gameti donati da individui esterni). Ne abbiamo parlato con Serena Bestetti, avvocata esperta in diritto penale e di famiglia, titolare dello studio IFBT, e mamma intenzionale (o genitore 2).
Per oggi that’s all, folks. Buon weekend a tutti!