Legal privilege: la Francia approva la legge in via definitiva

Una riforma che allinea Parigi agli standard europei e riaccende il dibattito anche in Italia

di michela cannovale

Dopo oltre trent’anni di confronti, proposte naufragate e resistenze dottrinali, la Francia riconosce formalmente la riservatezza delle consulenze legali dei giuristi d’impresa, il cosiddetto legal privilege. Il Parlamento ha infatti approvato in via definitiva la proposta di legge promossa dal deputato Jean Terlier (in foto a sinistra) e sostenuta dal Ministero della Giustizia, con il contributo determinante – tra gli altri – di Hervé Marseille (in foto al centro) e Louis Vogel (a destra).

La riforma viene letta dagli operatori come un passaggio strutturale per la “sovranità giuridica” francese, per la tutela delle imprese e per il posizionamento competitivo del Paese nello scenario europeo, in un momento in cui compliance, internal investigations e gestione del rischio legale assumono un peso crescente nelle organizzazioni.

Un allineamento agli standard europei

L’iniziativa francese si inserisce in una tendenza ormai evidente a livello UE: sempre più Stati membri riconoscono la funzione strategica dell’in house counsel e la necessità di proteggere la consulenza legale interna attraverso garanzie di riservatezza strutturate e controllate.

Secondo l’European Company Lawyers Association (ECLA), il legal privilege sta progressivamente diventando uno standard europeo, funzionale a rafforzare governance, certezza del diritto, competitività del mercato unico e autonomia giuridica dell’Unione. A dichiararlo sul proprio profilo Linkedin, anche la presidente dell’associazione, Stephanie Fougou, che sottolinea: “ECLA si congratula con tutti gli avvocati francesi e gli amici di questa grande Famiglia del Diritto (professionisti del libero foro, giuristi d’impresa, professori, deputati…) che si sono battuti per questa causa per 30 anni nel loro lavoro quotidiano, nelle relazioni che hanno redatto, nelle posizioni che hanno sostenuto! ECLA incoraggia tutti gli Stati membri a muoversi verso regole coerenti e armonizzate […]. Il quadro giuridico europeo deve evolversi insieme alla sua economia, e la protezione del legal privilege è necessariamente parte di questa evoluzione”.

Palazzo Borbone, sede dell’Assemblée Nationale, Parigi

Come funziona il nuovo regime di riservatezza

Sul piano tecnico, la legge introduce nella normativa del 1971 un nuovo articolo 58-1 che riconosce la riservatezza alle consulenze giuridiche redatte dai giuristi d’impresa, definite come prestazioni intellettuali personalizzate basate sull’applicazione di regole di diritto.

La tutela, tuttavia, non è automatica né generalizzata: opera solo al ricorrere di quattro condizioni cumulative:

  • il giurista deve essere in possesso di una laurea magistrale in diritto (o titolo equivalente);
  • deve aver ricevuto una formazione specifica sulle regole etiche;
  • il documento deve riportare espressamente la dicitura “confidenziale – consulenza giuridica – giurista d’impresa”, con l’identificazione del suo autore;
  • la consulenza deve essere indirizzata ai vertici aziendali o agli organi di amministrazione e controllo dell’impresa, del gruppo o delle controllate.

Anche le versioni successive della stessa consulenza, se redatte nel rispetto di questi requisiti, beneficiano della protezione.

L’effetto principale del nuovo regime è l’inopponibilità delle consulenze in questione nei procedimenti civili, commerciali e amministrativi. L’impresa, tuttavia, mantiene la facoltà di rinunciare alla riservatezza e produrre volontariamente il parere in giudizio, se ritenuto strategicamente opportuno.

La legge prevede però limiti molto chiari: la riservatezza non potrà essere invocata in materia penale e fiscale, né nei confronti delle autorità dell’Unione europea nell’esercizio dei loro poteri di controllo.

Secondo il relatore al Senato Louis Vogel, si tratta di un bilanciamento che dovrebbe reggere anche sul piano costituzionale, in quanto proporzionato rispetto all’interesse generale.

Garanzie procedurali e controllo del giudice

In caso di contestazione sulla natura riservata di un documento, la legge introduce una procedura articolata: solo un commissario di giustizia può prendere in custodia la consulenza e porla sotto sigillo, in attesa della decisione del giudice competente. Sarà poi il presidente del tribunale o il giudice a valutare se il documento debba essere acquisito al fascicolo o restituito all’impresa, secondo tempi e modalità rigidamente disciplinati.

Regime transitorio e valutazione futura

Sono previste inoltre disposizioni transitorie per i giuristi già in servizio che non possiedano i nuovi requisiti formali di titolo di studio: potranno accedere comunque al regime di riservatezza se titolari di determinati diplomi giuridici e con almeno otto anni di esperienza in funzioni legali aziendali o nella pubblica amministrazione.

L’Italia osserva

Entro tre anni, il Governo francese dovrà presentare un rapporto di valutazione sull’impatto della riforma: un passaggio che sarà osservato con attenzione anche fuori dai confini nazionali, in particolare in quei Paesi – come l’Italia – dove il tema della legal privilege per i giuristi d’impresa resta ancora aperto.

AVEVAMO PARLATO QUI DEI PRIMI PASSI DELLA FRANCIA VERSO L’APPROVAZIONE DEL LEGAL PRIVILEGE

michela.cannovale@lcpublishinggroup.com

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