In Italia servono 5 mesi per occupare una posizione IT in azienda
Secondo i dati Istat il 55% delle agenzie di recruiting in Italia ha riportato delle difficoltà a occupare posizioni vacanti nel settore IT e il nostro paese risulta all’ultimo posto in Europa per numero di iscritti ai corsi di laurea in materie ICT in rapporto alla popolazione. La mancanza di competenze STEM ha come conseguenza che in media occorrono cinque mesi per occupare una posizione IT in azienda.
“La diffusione delle discipline STEM è una leva strategica per l’innovazione economica e sociale del nostro Paese ed è un ambito ben rappresentato nel contesto della formazione manageriale italiana, che ASFOR (Associazione Italiana per la Formazione Manageriale) e APAFORM rappresentano”, dichiara Mauro Meda (in foto), Segretario ASFOR-APAFORM. “Saper coniugare le competenze matematiche e tecnico-scientifiche con una solida cultura manageriale sarà indispensabile per supportare il cambiamento”.
All’origine del disequilibrio tra domanda e offerta sul mercato del lavoro, particolarmente incisivo in ambito STEM, c’è la mancanza di una cultura dell’orientamento professionale. Indirizzare la formazione verso lo sviluppo di competenze che consentano un approccio multidisciplinare è fondamentale per affrontare le sfide e le opportunità che lo sviluppo tecnologico pone.
“La contaminazione positiva tra mondo STEM e formazione manageriale – continua Meda – consente di favorire l’assunzione di decisioni fondate sull’evidenza e di diffondere, a tutti i livelli, una maggiore consapevolezza dei meccanismi evolutivi del mondo in cui viviamo. Occorre coltivare una cultura condivisa capace di superare le segmentazioni specialistiche in una logica di scambio multidisciplinare. Il ruolo delle nuove generazioni sarà strategico per raggiungere questo obiettivo. In questo senso reputo la legge 24 novembre 2023, n. 187 che ha istituito la ‘Settimana nazionale delle discipline scientifiche, tecnologiche, ingegneristiche e matematiche’ una buona iniziativa per sensibilizzare tutti gli stakeholder e favorire la crescita di una solida cultura scientifica”.