Non è un Paese per ragazze cool

di michela cannovale

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Fra le varie vicende con cui si è chiuso il 2023, una mi sta particolarmente a cuore: è quella che riguarda la “missione delle ragazze” secondo Lavinia Mennuni, parlamentare di FdI. Mentre era ospite di La7, la deputata ha affermato: «Non dobbiamo dimenticare che esiste la necessità, la missione (la vogliamo chiamare così perché io penso sia una cosa bella?) di mettere al mondo dei bambini, che saranno i futuri cittadini italiani. E qui c’è l’approccio culturale: ora userò un termine terribile, che diventerà trash: dobbiamo aiutare le istituzioni, il Vaticano, le associazioni» a far sì «che la maternità torni a diventare di nuovo cool. Dobbiamo far sì che le ragazze di 18 anni di 20 anni, vogliano sposarsi e vogliano mettere su una famiglia».

Come ci si poteva aspettare, Mennuni è stata sommersa da una valanga di critiche.

Faccio questa premessa perché non vorrei mai che mi venissero lanciati rimproveri della stessa risma (a mia discolpa, ma senza neanche farmene un vanto nel caso a qualcuno venisse in mente, posso aggiungere che, sebbene io abbia superato da un pezzo i 20 anni, non ho mai creduto che la maternità fosse la missione della mia vita).

Una cosa però vorrei dirla. Anzi, due. La prima: ho conosciuto diverse coppie che, pur desiderando una famiglia, hanno dovuto posticipare l’arrivo dei figli perché “per ora non possiamo permettercelo” o “ho appena iniziato il lavoro nuovo” o, ancora, “non posso deludere i miei capi”.

La seconda (tenetevi forte perché è piuttosto inquietante): stando agli ultimi dati Istat, per ogni minore con meno 6 anni ci sono in Italia 5,6 persone anziane. L’indice di vecchiaia, che nel 2011 era al 148,7%, è schizzato in poco più di un decennio al 193,1%. Altri numeri li riporta Anna Zattoni (in foto), presidente di Jointly, in un articolo comparso sul Sole 24 Ore che cita uno studio dell’ADP Research Institute: il 36% degli italiani ritiene che avere figli sia ancora un ostacolo alla carriera, un’opinione condivisa dal 43,5% di chi ha già una famiglia. Il 41% dei genitori che lavorano si aspetta un aumento in busta paga, anche perché il 46% dichiara di lavorare in straordinario non retribuito almeno 6-10 ore a settimana. Ma c’è di più: in cambio di un aumento della qualità della vita e di maggiore flessibilità di orari e spazi, il 28% delle madri e dei padri accetterebbe una riduzione del salario, mentre circa la metà cercherebbe un altro lavoro se costretto al ritorno al full-time.

Insomma, per chi vive in Italia, avere figli è oggi difficile e costoso. L’assenza di supporto statale e di iniziative a livello aziendale, unita alla questione di genere che costringe molte donne ad abbandonare il mercato quando diventano madri, potrebbe tradursi presto in una crisi del sistema lavorativo. O meglio, del sistema. Ne parlo direttamente con Anna Zattoni in questa nuova puntata di Diverso sarà lei.

Buon ascolto a tutti!

michela.cannovale@lcpublishinggroup.com

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