ACC: è iniziata l’era dei chief legal officer

Sostenibilità, tecnologie disruptive, leggi sulla privacy, sicurezza dei dati e protezione della reputazione di un marchio sono tra gli elementi che espandono l’influenza e il prestigio del chief legal officer (CLO) nelle aziende di tutto il mondo.

A rivelarlo è la 2019 CLO Survey della Association of Corporate Counsel (ACC) –  l’organizzazione internazionale dei giuristi d’impresa più grande al mondo che conta oltre 40mila membri ed è presente in 85 Paesi – che ha raccolto i feedback di 1.639 CLO in 55 Paesi.

Il numero di CLO che riportano direttamente all’amministratore delegato è passata nell’ultimo anno dal 64% al 78%. Il salto di 14 punti in un anno dimostra quanto stia diventando sempre più centrale e importante la figura del capo del legale. I CLO stanno assumendo posizioni di maggiore potere e influenza all’interno delle aziende e assumono ruoli che vanno oltre a quello di semplice consulente tecnico legale. Circa il 70% dei CLO intervistati ha indicato che il team dirigenziale chiede quasi sempre un loro contributo prima di prendere decisioni aziendali. Una percentuale che, lo scorso anno, era più ristretta di 11 punti percentuali.

«Dalla sostenibilità alla protezione dei dati, le questioni che incombono sulle aziende stanno crescendo di urgenza e complessità – ha commentato Veta T. Richardson, presidente e CEO di ACC – Il CLO e il suo team legale sono qualificati in modo univoco per dare dei consigli al CEO e al consiglio di amministrazione su come tracciare un percorso in avanti, tenendo conto della legge, dell’etica, della cultura e dei rischi. Viviamo nell’era del CLO e le aziende si stanno rendendo conto del ruolo significativo che il legale può e dovrebbe svolgere«.

Il report rivela inoltre quali sono le problematiche che danno più preoccupazioni ai CLO. Oltre i due terzi degli intervistati ha affermato che i data breach saranno il loro cruccio per il 2019, seguiti dalle novità regolamentari o governative, la privacy e gli sviluppi tecnologici. Le questioni principali che influenzeranno le decisioni aziendali delle imprese nel corso dell’anno saranno le nuove normative, i problemi di reputazione del marchio, le tecnologie disruptive e le fusioni e acquisizioni.

Dallo studio emerge ancora che i ceo sono sempre più inclini a confrontarsi coi CLO su questioni che riguardano la crescita dell’azienda, mentre i board focalizzano le loro richieste ai legali su questioni come i rischi e la compliance.

Quanto invece ai budget, il 45% dei CLO prevede che la spesa legale aumenterà nel 2019. Il dato è in leggero calo rispetto al 56% registrato in occasione dell’indagine del 2018.

Dalla ricerca emerge infine che i CLO stanno consolidando la propria posizione all’interno della C-suite e che si trovano a supervisionare sempre più funzioni aziendali oltre a quelle legali. La compliance è l’esempio più comune, ma al di là di questa funzione “sorella”, un CLO su quattro segue i government affairs e uno su cinque è a capo anche delle risorse umane. Due CLO su tre partecipano regolarmente alle riunioni del consiglio di amministrazione (68%).

 

ACC: è iniziata l’era dei chief legal officer

Gennaro Di Vittorio

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