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inhousecommunity.it Newsletter n.82 - 30 Giugno 2017

Editoriale

Il rating di legalità entra nel Registro delle Imprese

 
Quante sono le aziende italiane che si sono dotate del rating di legalità. E soprattutto quali sono? La risposta a queste due domande d’ora in poi arriverà anche direttamente dal Registro delle Imprese che si arricchisce di nuove informazioni per mettere a fuoco il profilo di affidabilità delle aziende. Grazie all’intesa tra InfoCamere e Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato (Agcm), a partire dall’autunno prossimo le visure estratte dal Registro delle Imprese delle Camere di Commercio conterranno l’indicazione del rating di legalità rilasciato dall’AGCM alle aziende che ne hanno fatto richiesta e che hanno superato il vaglio dell’Autorità stessa.

Si tratta di una novità rilevante che segna un altro punto a favore di quelle imprese che, in questi anni, hanno scelto di adottare buone pratiche sul piano legale ed economico.
Infatti, il rating di legalità è uno strumento introdotto nel 2012 volto alla promozione e all'introduzione di principi di comportamento etico in ambito aziendale, tramite l'assegnazione di un riconoscimento - misurato in "stellette" — indicativo del rispetto della legalità da parte delle imprese che ne abbiano fatto richiesta e, più in generale, del grado di attenzione riposto nella corretta gestione del proprio business.

La mappa delle “stellette” 
Alla fine di aprile 2017, le imprese in possesso delle “stellette” della legalità sono 3.460. 
Per la maggioranza, si tratta di realtà del Nord (55,6%), rispetto al 22% del Centro e al 31,7% del Mezzogiorno (Sud e Isole). 
Il 62% sono concentrate in cinque regioni, con in testa l’Emilia Romagna (15,3%), seguita dalla Lombardia (14,7%), dal Veneto (12,1%), dalla Puglia (11%) e dal Lazio (8,7%).
 
Circa il 90% delle imprese che hanno il rating di legalità è una Pmi secondo definizione Europea ovvero con un volume d’affari uguale o inferiore ai 50 milioni di euro e meno di 250 addetti. 
Tra queste la maggior parte (52,1%) è una piccola impresa, occupa meno di 50 addetti e un fatturato non superiore ai 10 milioni di euro. 
In base al tipo di attività, il 40% delle imprese opera nel settore nell’industria manifatturiera e circa il 20% nel settore notoriamente “sensibile” come quello dell’edilizia. 
La quota maggiore è costituita da società a responsabilità limitata (54,7%), seguite dalle Spa (19,5%).
 
Come funziona 
Il riconoscimento viene rilasciato su base volontaria e può essere richiesto per via telematica dalle imprese che hanno sede operativa nel territorio nazionale, che abbiano un fatturato minimo di 2 milioni di euro nell’ultimo esercizio e che risultino iscritte nel Registro delle Imprese da almeno due anni. Il “giudizio” va da un minimo (corrispondente a una “stelletta”) a un massimo (corrispondente a tre “stellette”), attribuito dall’Autorità stessa sulla base delle dichiarazioni delle aziende, verificate grazie a controlli incrociati con i dati in possesso delle pubbliche amministrazioni.
Il rating di legalità ha durata di due anni ed è rinnovabile su richiesta. In caso di perdita di uno dei requisiti base, l’Autorità ne dispone la revoca. Se vengono meno i requisiti per i quali l’azienda ha ottenuto un rating più alto l’Antitrust riduce il numero di stellette. 
Il rating ha effetti concreti sull'attività delle aziende, visto che è uno dei criteri tenuti in considerazione per la concessione di finanziamenti pubblici e per l'accesso al credito bancario. 

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